La penna stilografica e l’arte del collezionismo

La penna stilografica e l’arte del collezionismo

Il collezionismo di penne è un hobby diffuso da moltissimo tempo, ed è nato quasi in concomitanza con esse.
La penna è sempre stata considerata un oggetto prezioso ed estremamente esclusivo, e per questo molto ricercato ed amato dagli appassionati di collezionismo.
La penna infatti, fu considerata uno status symbol fin dai tempi della penna d’oca quando la scrittura era riservata a pochissimi eletti.
A sostegno di ciò, basti notare che, nei dipinti antichi, molti nobili personaggi si facevano ritrarre proprio con una penna tra le mani, simbolo di sapienza e potere.

Attorno alla metà dell’Ottocento i produttori di penne cominciarono pian piano ad aumentare e differenziarsi tra loro, gareggiando per riuscire a produrre oggetti sempre più raffinati e prestigiosi.
La penna per eccellenza, amata dai collezionisti è comunque da sempre la penna stilografica.
La sua nascita è comunemente fatta risalire intorno al 1883, quando Lewis Edson Waterman, con l’invenzione dell’alimentatore multicanale, iniziò lo sviluppo di quello che viene considerato il primo modello veramente funzionante di penna stilografica, anche se in realtà, le variazioni da lui apportate, rispetto alle penne stilografiche allora in commercio, non erano poi così sostanziali.
L’impulso dell’invenzione di Waterman fu però molto importante, soprattutto per il contributo che l’azienda apportò nella industrializzazione della produzione.
Da sempre quindi, la stilo più particolare ed elegante, di una prestigiosa marca, è stato il regalo perfetto per il bambino che faceva la prima comunione, o per l’adolescente che si apprestava al sacramento della cresima, ed ancora per lo studente che riusciva a concludere il suo percorso scolastico, sia esso di scuola media, superiore o laurea.

In tal modo, quella penna, regalata in una circostanza così importante, instaurava un legame unico con il suo nuovo proprietario, diventando il ricordo di un traguardo raggiunto o di un ambito successo.
Questo intimo legame, forse oggi un po’ sorpassato a causa della grande diffusione dei molti modelli di videofonini, tablet e computer, credo però sia ancora esistente, poichè permane l’immagine della penna, ricca dei molti significati e compiti che l’uomo da sempre le assegna.
Chi ama le stilografiche e ne conosce profondamente la storia, può facilmente collegare periodi caratterizzati da importanti avvenimenti storici e sociali, a una loro produzione più esclusiva e preziosa.
Grandi marche hanno infatti lottato per far eccellere i propri prodotti e per arrivare a realizzare la migliore tecnologia, sviluppando idee brillanti che ancora oggi le contraddistinguono dalle concorrenti, altre invece non sono sopravvissute a questa spietata lotta, ma non per questo sono state dimenticate dai veri appassionati.
Ogni volta che un modello di stilo è diventato popolare, si cercava di crearne uno diverso, con materiali nuovi, impreziositi da inserti in argento o oro e perchè no da vere e proprie pietre preziose, producendone solo una piccola serie per far salire ancora di più il loro valore e far impazzire i collezionisti nella loro ricerca.
Emozioni, che pc, videofonini e telecamere, per quanto tecnologicamente avanzati, non sapranno mai trasmettere.

 

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